
“La Montagna non è solo nevi, dirupi, creste, torrenti, laghi e pascoli. La Montagna è un modo di vivere la vita.
Un passo davanti all’altro… silenzio, tempo e misura”
(Paolo Cognetti)
Camminare. Prendere un sentiero, staccarsi dalla città e dal rumore, entrare nel silenzio. Camminare per osservare, per guardare la natura: un libro ancora oggi ricco di valori e profondi significati. Camminare adagio, per capire e conoscere meglio la “cultura del territorio”: baite e alpeggi svelano un mondo contadino e alpigiano che a fatica resiste alla modernità dell’oggi.
Il CAI della Sezione di Fermo, a stretto contatto con le comunità montane, impegna uomini e risorse nella manutenzione dei sentieri, nella riscoperta e valorizzazione di percorsi escursionistici preparando ogni anno un Calendario Escursionistico dove i suoi Accompagnatori Qualificati accompagnano a fare bellissime escursioni sia nel territorio locale che nazionale. Gli Istruttori della Sezione organizzano ogni anno Corsi destinati ai Soci del CAI che vogliano “Conoscere e Vivere la Montagna” con consapevolezza ed in scurezza.
Possono aderire alle escursioni i soci della Sezione di Fermo e in generale del Club Alpino Italiano in regola con il tesseramento. Le escursioni sociali sono aperte anche ai non soci, purché abbiano provveduto a formalizzare la propria adesione all’escursione recandosi personalmente in sede, compilando il relativo modulo e liberando la quota per l’assicurazione obbligatoria infortuni e Soccorso Alpino.
Le date e i percorsi potranno subire variazioni in base alle condizioni meteo, fermo restando che si farà il possibile per rispettare il programma.
Le escursioni sono riservate ad escursionisti in buone condizioni di salute, provvisti di idoneo equipaggiamento e con esperienza di montagna adeguata alle caratteristiche e alle difficoltà del percorso proposto. Essi si impegnano a fare affidamento sulle proprie capacità fisiche e tecniche e sono consapevoli delle intrinseche difficoltà che la montagna pone ai suoi visitatori.
I direttori di escursione possono essere titolati, qualificati e soci ritenuti capaci di accompagnare. Essi curano il buon andamento della gita, oltre agli aspetti logistici e organizzativi. Per informazioni specifiche l’escursionista dovrà contattare direttamente il direttore indicato nel programma.
Si invitano tutti, soci e non, a leggere con attenzione le condizioni dell’assicurazione, i massimali e le relative franchigie.
Ai soci si consiglia di attivare, al momento del rinnovo del bollino, la copertura B, quella massima, pagando il relativo premio integrativo. Ai non soci si raccomanda, all’atto di aderire all’uscita, la copertura infortuni più alta.
COME ADERIRE ALLE USCITE – L’escursionista si impegna a informare il direttore entro il Venerdì che precede l’escursione. I non soci dovranno recarsi in sezione per incontrare l’accompagnatore referente e liberare la quota assicurativa obbligatoria. Per le uscite che prevedono il pernotto in albergo o in rifugio e/o l’uso del pullman è necessario prenotarsi almeno 15 giorni prima della data di partenza, versando un acconto all’atto dell’iscrizione, come verrà indicato nella locandina.
DURANTE L’ESCURSIONE – Il partecipante s’impegna a rispettare le disposizioni impartite dal direttore di escursione, tra cui seguire l’itinerario stabilito, rimanere in comitiva, essere solidale con l’organizzatore nelle decisioni, in particolare nel caso di sopraggiunte difficoltà, e offrire massima collaborazione per la buona riuscita dell’escursione. La mancata osservanza del presente regolamento pone il responsabile fuori dal gruppo.
ESCURSIONI NOTTURNE – In questo caso il partecipante dovrà dotarsi anche di sacco a pelo e lampada frontale.
PARTENZA DELLE ESCURSIONI – Per il luogo e l’ora di partenza contattare il direttore di escursione.
PRECISAZIONI SULL’OBBLIGO DI ARTVA, PALA E SONDA PER LE ESCURSIONI INVERNALI
Per le escursioni invernali (con sci, ramponi o ciaspole) è generalmente richiesto l’utilizzo del kit ARTVA, pala e sonda, per ragioni di sicurezza e prudenza. Per alcune delle escursioni organizzate dalla sezione, in casi particolari, il kit APS è soltanto consigliato e non obbligatorio, ma visti gli obblighi di legge riteniamo importante una spiegazione:
Il DL n. 40 del 2021, Art.26, introduce, per tutte le attività su neve, l’obbligo di dotarsi di kit ARTVA, pala e sonda “laddove, per le condizioni nivometeorologiche, sussistano rischi di valanghe”.
Tale formulazione è piuttosto vaga e rende possibili diverse interpretazioni, più o meno rigide.
Pur consigliando, per sicurezza, di utilizzare sempre il kit APS (nonché e soprattutto di esercitarsi per avere un’adeguata formazione al suo corretto impiego al fine non solo di agevolare l’individuazione da parte dei soccorsi ma anche di intervenire attivamente in caso di valanga) riteniamo che in determinate condizioni (grado di pericolo basso, terreno con pendenza ridotta, innevamento minimo) si possa affermare che il rischio di valanghe non sussiste; di conseguenza per alcune escursioni la sezione di Fermo ha deciso di non richiedere obbligatoriamente il kit APS.
Gli accompagnatori e il direttivo sezionale si impegnano a fare le opportune valutazioni in materia di sicurezza per ogni uscita, ma non è possibile garantire che tali valutazioni siano sempre condivise dalle forze dell’ordine , quindi permane una minima possibilità che, in caso di controlli, le autorità competenti decidano comunque di sanzionare i partecipanti sprovvisti di kit APS.
Pertanto per queste uscite, pur non essendo obbligatorio, è comunque consigliato avere il kit APS.
Chi decide di partecipare sprovvisto di kit APS lo fa sotto la propria responsabilità, in piena consapevolezza e accettando il rischio di multa.
Nel documento “Indicazioni del Club Alpino Italiano in merito al decreto legislativo n. 40 del 2021 Art.26 (uso ARTVa, pala e sonda) e Art.30 (Responsabilità Civile Terzi su pista)“ il CAI nazionale propone questa interpretazione, che ci sembra ragionevole e condivisibile, pur non essendo stata al momento inclusa ufficialmente in nessuna legge o circolare interpretativa:
“Poiché i distacchi di valanghe sono possibili solo su un terreno in pendenza e il limite dell’angolo statico per la neve è di 27 gradi, tutti coloro che, indipendentemente dagli attrezzi usati, frequentano terreni nevosi con inclinazione inferiore a tale soglia e l’itinerario percorso non presenta pendii ripidi innevati soprastanti, dai quali potrebbe staccarsi una valanga e coinvolgere gli escursionisti, sono esentati dall’obbligo di dotarsi del kit di sicurezza APS (ARTVa, pala e sonda).
Resta confermato l’obbligo di munirsi del kit di sicurezza APS per tutti coloro che si muovono su terreno ripido ed innevato avente inclinazione superiore a 27 gradi.
Tale obbligo permane anche nel periodo di non emissione dei bollettini valanghe da parte dei Centri Valanghe Regionali AINEVA dell’arco alpino (normalmente dal 1° dicembre al 30 aprile) o da parte di METEOMONT nel caso dell’Italia Centrale; nel periodo estivo infatti l’Organo Ufficiale sospende il servizio informativo.
Infatti si fa presente che in alta montagna, a causa di nuove precipitazioni nevose, può capitare che si determini un pericolo di valanghe anche in periodi in cui il bollettino valanghe non viene emesso. “
Per approfondire:
Decreto Legislativo N. 40 Del 2021 – Art. 26 (uso Artva, Pala E Sonda) – Lettera Aperta Dello S.v.i.
Per concludere, ricordiamo che dotarsi di kit APS è importante, ma è altrettanto importante informarsi sul pericolo di valanghe e sulle condizioni della neve, così come imparare ad utilizzare ARTVA, pala e sonda ed esercitarsi. Questo perché in caso di valanga la presenza di persone formate e capaci significa avere la possibilità di salvare vite umane!
T = turistico. Itinerari su stradine, mulattiere o comodi sentieri, con percorsi ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono in genere sotto i 2000 m e costituiscono di solito l’accesso ad alpeggi o rifugi. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.
E = escursionistico. Itinerari che si svolgono quasi sempre su sentieri, oppure su tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni; possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua, quando, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non ardui, sempre con segnalazioni adeguate. Possono svolgersi su pendii ripidi; i tratti esposti sono in genere protetti (barriere) o assicurati (cavi). Possono avere singoli passaggi su roccia, non esposti, o tratti brevi e non faticosi né impegnativi grazie ad attrezzature (scalette, pioli, cavi) che però non necessitano l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, moschettoni, ecc.). Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza del territorio montagnoso, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati.
EE = per escursionisti esperti. Itinerari generalmente segnalati ma che implicano una capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervio e infido (pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di rocce ed erba, o di roccia e detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc.). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minor impegno). Rimangono invece esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci perché il loro attraversamento richiederebbe l’uso della corda e della piccozza e E S C U R S I O N I S M O la conoscenza delle relative manovre di assicurazione. Necessitano: esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguati.
EEA = per escursionisti esperti con attrezzatura. Percorsi attrezzati o vie ferrate, per i quali è necessario l’uso dei dispositivi di autoassicurazione (imbragatura, dissipatore, moschettoni, cordini) e di equipaggiamento di protezione personale (casco, guanti).
EEA – F (ferrata Facile). Sentiero attrezzato poco esposto e poco impegnativo con lunghi tratti di cammino. Tracciato molto protetto, con buone segnalazioni, dove le strutture metalliche si limitano al solo cavo o catena fissati unicamente per migliorare la sicurezza.
EEA – PD (ferrata Poco Difficile). Ferrata con uno sviluppo contenuto e poco esposta. Il tracciato è di solito articolato con canali, camini e qualche breve tratto verticale, facilitato da infissi come catene, cavi, pioli o anche scale metalliche.
EEA – D (ferrata Difficile). Ferrata di un certo sviluppo che richiede una buona preparazione fisica e tecnica. Il tracciato è spesso verticale e in alcuni casi supera anche qualche breve strapiombo, molto articolato, con lunghi tratti di esposizione; attrezzato con funi metalliche e/o catene, pioli e/o scale metalliche.
EAI = escursionismo in ambiente innevato. Itinerari in ambiente innevato che richiedono l’utilizzo di racchette da neve, con percorsi evidenti e riconoscibili, con facili vie di accesso, di fondo valle o in zone boschive non impervie o su crinali aperti e poco esposti, con dislivelli e difficoltà generalmente contenuti che garantiscano sicurezza di percorribilità.
